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Il Lago dei Sabbioni

Alle "Maldive" alpine ticinesi

Di Ely Riva

Si ringrazia la rivista Vivere la Montagna da cui è stato tratto questo articolo per la preziosa collaborazione.

 

Possiede un carattere instabile, ma le sue rive sono tra le più accoglienti di tutto il Ticino. Sabbia più fine e delicata di quelle delle spiagge dei mari del sud.

La lunga e alta Val Bedretto attraversa da Occidente a Oriente un quarto del Ticino.

Sovente d'inverno la valle resta isolata per lunghi mesi a causa delle valanghe, le primavere si presentano incerte e ventose e la neve fatica a scomparire, ma appena se ne è andata la valle si colora di verde con rapide fioriture.

La valle nasconde diversi piccoli paradisi selvaggi ancora poco conosciuti. Uno di questi luoghi è il Lago dei Sabbioni circondato da una spettacolare e svettante corona di montagne granitiche. Per raggiungere la regione ci sono due vie: scendere dall'alto o salire dalla Strada Alta. Il mio consiglio, se si è bene allenati su terreni selvaggi e impegnativi, è quello di scendere dall'alto.

Itinerario

Il percorso ha inizio dal posteggio (2'000 m circa) sopra l'entrata della galleria dei Banchi che conduce al Passo del San Gottardo. In pochi minuti, verso nord si raggiunge il Lago Fieud (2081 m) che tende a scomparire nei periodi estivi o di prolungata siccità. È circondato di sassi intercalati a ciuffi d'erba. È il regno incontrastato del Culbianco (Oenanthe oenanthe) che svolazza da un sasso all'altro sempre conservando una certa distanza.

Poco sopra, lungo il sentiero che porta al Passo di Lucendro, si apre un panorama spettacolare sulla Val Tremola. Salendo verso ovest si raggiunge la regione dei Laghi Scuri (2'397 m), si scavalca la dorsale che scende dal Poncione di Fieud, si continua attraversando le Ganne di Giubine a sud della Fibbia e si sale al Passo di Lucendro (2'532 m).

Dal Passo di Lucendro una Via Blu conduce al Pizzo Lucendro, un altro sentiero ben segnalato scende al Lago Lucendro e una terza via anche questa blu nel primo tratto, si dirige verso sud e attraversa la Cresta del Poncionetto, che sale al Pizzo Lucendro seguendo la direzione est ovest. Per raggiungere il paradiso dei Sabbioni, è quest'ultima via che si deve seguire.

Il percorso segnalato supera la cresta con un bel passaggio aereo a cui si deve prestare attenzione e si dirige verso il Paso d Cavnn sempre mantenendosi più a meno alla stessa altezza, attorno ai 2'500 m di quota. Circa 500 m dopo il laghetto del Ganone (2'443 m) si incontra il sentiero segnalato in bianco rosso che sale dalla Cascina di Viei (2'015 m) e conduce al Passo di Cavanna (2'613 m). A questo punto si abbandonano i rilassanti e sicuri segnali bianco rossi o bianco blu e ci si inoltra nel naturale mondo di alcune tra le più spettacolari montagne della Val Bedretto. Verso sud ovest si arriva alla quota 2'487 m. Mantenendo la medesima direzione e salendo in una vecchia ganna si arriva ad un valico a circa 2'520 m di quota che attraversa un'altra Cresta del Poncionetto che dal Ronggergrat scende da nord verso sud al Poncionetto (2'475 m).

Ed è a questo punto che appare in tutta la sua meraviglia l'anfiteatro roccioso che circonda il Lago dei Sabbioni. Ma per raggiungerlo si deve scendere lungo una ganna e una parte erbosa a cui si deve fare molta attenzione in caso di umidità.

Visto dall'alto il lago dei Sabbioni sembra irrequieto e infatti lo è! Dall'alto si capisce subito che può cambiare estensione e forma in continuazione. Tutt'attorno, a debita distanza, è circondato da maestose vette a cominciare dall'elegante Pizzo Pesciora (3'120 m) con accanto il ripido Passo dei Sabbioni (2'993 m) seguito a nord dal Witenwasserenstock (3'025 m).
Il Witenwasserenstock è una cima non molto frequentata all'ombra del Pizzo Pesciora (3'120 m).

Verso est si estende l'impressionante parete simile ad una cattedrale gotica con tanto di piloni e bastioni dell'Huenerstock con le sue cime a 2'910 m, 2'807 m e 2'820 m. Nel bel mezzo di questo anfiteatro il Lago dei Sabbioni (2'315 m). Sabbia, tanta sabbia.
Possiede un carattere instabile, ma le sue rive sono tra le più accoglienti di tutto il Ticino. Sabbia più fine e delicata di quella delle spiagge dei mari del sud.

Le acque del Lago dei Sabbioni sono grigiastre e lattiginose per la finissima sabbia che si trova in sospensione, portata giù anche dal Pizzo Pesciora, dal Passo dei Sabbioni e dall'Huenerstock. Peccato che questo laghetto di umore mutevole per le sue effimere rive sabbiose sia destinato a scomparire, soffocato a poco a poco da quella stessa sabbia che gli da il nome. Anche lo stupendo colore, quel biancore pallido, lo differenzia dagli altri laghi alpini ticinesi. Un colore che non rispecchia il cielo.

Il vasto terreno pianeggiante che circonda i laghetti, fa di tutto questo angolo di Ticino un vero paradiso, paragonabile soltanto alle più belle spiagge del mondo. Ma una sabbia così pulita, così bianca e soffice al contatto dei piedi nudi non ce l'ha nessuno.

Ad un solo metro di dislivello, tra i sassi è situato un altro laghetto verde con tanto di alghe quasi fosforescenti che galleggiano in superficie.

A fare da contorno un terreno ondulato coperto da una immensa foresta formata da milioni di esemplari del più piccolo albero del mondo: il Salice erbaceo (Salix herbacea).

A nord ovest del Lago dei Sabbioni un pendio di sfasciumi e una piccola morena terminale sembrano nascondere qualche cosa d'altro.

Alla fine anche il più bel paradiso lo si deve lasciare! Il lago dei Sabbioni, paradiso non ancora perduto, lo si deve conservare così. Selvaggio paradiso dei camosci.
Abbandonando il Lago dei Sabbioni ci si sente appagati. Ma scendendo verso sud a sinistra della Val Cassina dei Sterli, quasi nascosto in una dolce conca erbosa ecco un laghetto in miniatura dalla forma circolare come due labbra nell'istante di scoccare un bacio e il suo appellativo dialettale ci racconta forma e dimensione: Baciöö (2190 m).

Poco sotto, alla Cascina dei Sterli a 2000 m circa di quota si ritrova la Strada Alta che in poco più di un'ora riconduce alla galleria dei Banchi.