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La splendida capanna Garzonera

Di Luca Bettosini

Si ringrazia la rivista Vivere la Montagna da cui è stato tratto questo articolo per la preziosa collaborazione.

 

 

 

La graziosa capanna Garzonera è una meta molto frequentata a motivo della facilità con cui si puù raggiungere. Da questa capanna si dipartono numerosi itinerari adatti ad ogni esigenza; dalle escursioni tranquille ai trekking più impegnativi. È una capanna adatta a famiglie con bambini, che possono così provare l'emozione di passare una notte in un ambiente dove la natura alpina è ancora incontaminata.


Laghetti alpini della zona
Lago di Prato (2'055 m)
Ha una superficie di 2,5 ettari ed è contenuto in una conca rocciosa ai piedi di una morena con le sponde erbose. Itticamente ha avuto scarsi risultati, anche se nel 1988 è stato nuovamente ripopolato.


Lago di Valletta (1'976 m)
Piccolo laghetto nelle vicinanze del rifugio Garzonera, è sbarrato da una piccola diga di sassi verso Nord.


Lago nella Valle dei Cani (2'395 m)
Piccolo laghetto ai piedi della Bocchetta che conduce al Lago di Tremorgio. È attorniato da grosse rocce.


Lago di Leiarozza (2'367 m)
Altro piccolo laghetto ai piedi del Pizzo Meda, poco sopra il Lago Tremorgio.

Lago Tremorgio (1'770 m)
Ha un'estensione di 385'000 m2. Nel 1924 fu costruito l'impianto idroelettrico che sfruttava, tramite le condotte, il salto di 380 metri dal lago alla centrale sottostante. Le sue acque sono state ripopolate l'ultima volta nel 1985. Il lago è molto bello, di un blu intenso, e visto dall'alto assomiglia ad un vulcano. Tutta la zona del lago è ricca di flora. Una ricerca condotta nel 1979 condusse alla scoperta di una fessura contenente oltre 500 cristalli di scapolite nobile.


Cime della zona

Poncione Sambuco (2'581,4 m)
Dalla dorsale che si stacca verso nord emergono due belle torri, che si possono ammirare nella loro unicità  dai pianori di Garzonera. La quota 2'581,4 metri si riferisce al picco più alto (quello più a meridione, staccato 100 metri circa dalla catena principale. La vetta è raggiungibile in circa 2 ore e ½ dalla capanna Garzonera con difficoltà  PD+.

Pizzo Scheggia (2'559 m)
La sua vetta è un magnifico balcone panoramico sulla Val Sambuco, si tratta della vetta più alta emergente dalla catena principale tra i Piattelli del Piatto ed il Poncione Sambuco. Accanto ad essa si trova un'altra cima caratterizzata da una cresta con diverse torri. È raggiungibile in circa 2 ore dalla capanna Garzonera con difficoltà F+.

Piattelli del Piatto (2'456,2 m)
È una modesta elevazione della catena principale alla cui base giace il bel laghetto di Prato (2'055 m). Si raggiunge facilmente dal Passo Sassello (2'234 m) in circa 20 minuti con difficoltà EE.

Passo Sassello (2'334 m)
È un valico che collega le Valli Sambuco e Leventina. Si tratta di una facile meta escursionistica che fu luogo strategico durante le vicende del XV secolo, che contrapposero gli svizzeri (in Valle Leventina) al Ducato di Milano (Valle Lavizzara). Si raggiunge in circa 1 ora e 20 minuti dalla capanna Garzonera con difficoltà E.

Pizzo di Sassello (2'479,9 m)
Si innalza a breve distanza dal Passo Sassello ed è una delle poche cime raggiunte in occasione di uscite di scialpinismo. È raggiungibile in circa 30 minuti dal Passo Sassello con difficoltà EI.

Capanna Garzonera (1973 m)
Coordinate: 693.870 - 150.480
Garzonera è posta sopra Ambrì­ su un accogliente terrazzo al limite di una foresta di larici e abeti, a poca distanza dal massiccio del San Gottardo, che con le sue imponenti cime domina su buona parte dell'alta Valle Leventina. La capanna, completamente ristrutturata nel 1988, ha mantenuto antiche caratteristiche di cascinale alpino ed è costruita con materiali tipici delle nostre valli, tetto di piode, muratura in sasso e parte delle pareti di legno. All'interno ci si trova in un spazioso monolocale con cucina a legna e gas, refettorio con una stufa a legna, che assicura calore con qualsiasi tempo, un grande tavolo particolarmente robusto. Nella parte posteriore troviamo il dormitorio con una ventina di posti letto, completi di materassino, cuscini, fodere e coperte. L'illuminazione è alimentata con un impianto a pannelli solari. I servizi igienici si trovano all'interno; si può avere acqua corrente durante tutto l'anno, nel periodo invernale solo nella fontana posta all'esterno (salvo imprevisti). La capanna è facilmente raggiungibile, specialmente durante il periodo estivo, e offre diverse possibilità di escursioni adatte anche a famiglie, e principianti. Per i più volonterosi è possibile intraprendere una bellissima traversata fino a Fusio, in Valle Lavizzara, passando per il lago di Prato, passo Sassello, lago Sambuco e infine Fusio. Chi pratica scialpinismo può trovare buone condizioni di innevamento fino a tarda primavera, grazie alla favorevole esposizione di tutta la zona. Si può raggiungere la capanna utilizzando gli impianti di risalita di Airolo-Sasso della Boccia, scendendo sulle piste fino all'alpe di Ravina, poi via pian Taiöi si raggiunge Garzonera. In Garzonera ci si trova immersi in un ambiente molto tranquillo e rilassante non ancora invaso dalla gran massa di persone che si incontra in talune capanne più conosciute e frequentate.
Di proprietà dei Boggesi di Alpe Prato - SAT, Ritom, Ambrì.
Prenotazioni: SAT Ritom, Ambrì­ oppure: Maria Teresa Coppa, tel. 091 868 11 77. La prenotazione è obbligatoria!

 

SCHEDA TECNICA

Carte: CN 1:25000 1252 Ambrì­ Piotta

periodo indicato: maggio - ottobre

Dislivello in salita: 587 metri circa
tempo di cammino: circa 1 ora e 1/2

Dislivello in discesa: 587 metri circa
Tempo di cammino: circa 1 ora (per il rientro)


PARTENZA:
Giof (1'386 m) raggiungibile in auto da Piotta.

ARRIVO:
Giof (1'386 m)

Teleferica Tremorgio: tel. 091 822 20 14; teleferica Pesciüm 091 873 30 40.

Traversate verso altre capanne
Capanna Tremorgio, circa 3 ore; capanna Leit circa 4 ore; capanna Cristallina circa 6 ore e capanna Campo Tencia circa 5 ore.

Itinerario da Giof (1'386 m)
Descrizione itinerario:

Da Giof si segue la strada sterrata che conduce a Gioett - Cassin; dopo appena sessanta metri circa si deve prendere il bel sentiero segnato, sulla destra, che sale diritto nel magnifico bosco di larici. Occorre restare sempre sulla sinistra del torrente Calcascia. In breve si giunge negli ampi pascoli attraversati da un torrente di Cassina di Prato (1'613 m). Arrivati al ponticello si prende la stradina sterrata che conduce a Pian Taiöi (1'688 m); a questo punto ci sono due possibilità per arrivare alla capanna Garzonera: seguire la strada sterrata che con larghi tornanti porta direttamente alla meta, oppure seguire la carreggiata in direzione di Gioett per circa 200 metri e, quando si incrocia il sentiero che sale sulla destra, lo si segue attraverso il bosco di larici sino a raggiungere il bel terrazzo dove è situata la capanna.

Itinerario proposto:
La misteriosa Valle dei Cani. Vista la grande possibilità di compiere escursioni in questa zona, ho deciso di presentare quello che a me sembra l'itinerario più bello, assolutamente selvaggio perchè ci si addentra in una valle davvero solitaria e unica. Il nome valle dei Cani lascia ben prevedere che tipo di itinerario è questo. Un canalone remoto, isolato con massi sparsi ovunque, che rendono questo posto simile ad un paesaggio lunare. La via per arrivarvi non è tra le più comode e richiede prudenza. Si ha però la possibilità di vedere luoghi assolutamente selvaggi dove la presenza dell'uomo è rarissima. Si pensa che il bel lago di Tremorgio, profondo oltre 60 metri, si sia formato grazie all'impatto di un meteorite, un'ipotesi che sembra essere comprovata dai numerosi ritrovamenti di minerali.

Ora bisogna prestare attenzione a non sbagliare direzione per la Valle dei Cani; è un tragitto non facile da scovare in mezzo alle pietre e richiede una buona capacità di orientamento con la cartina 1:25.000. Dal Rifugio Garzonera si prende il sentiero che porta al piccolo Lago di Valletta in direzione Sud. Dopo circa 100 metri si prende il sentiero che gira a sinistra in direzione Passo Scheggia (2'512 m). C'è una bella salita da fare lungo un crinale con diversi muri di sostegno. Si continua fino alla quota di 2'400 metri circa tra pietraie ed erba fino ad arrivare poco sotto l'evidente valletta, che porta al Passo Scheggia. Da qui il sentiero scompare e si prende verso Est restando sempre intorno alla quota 2'400 metri circa. Si attraversa così uno spettacolare paesaggio di rocce, pietre, zone umide e tratti erbosi. Ad un certo punto appare una specie di bocchetta, che è situata tra la quota 2'492 metri e la quota 2'584 metri. È una piccola cresta che scende dal Pizzo Massari (2'759,7 m). Saliti su questa bocchettina si vede sotto il laghetto (2'395 m) circondato dalle rocce. Una specie di frana di sassi sembra essere scesa proprio dalla Valle dei Cani situata circa 150 metri di dislivello sopra. Il colore di questo laghetto è di un verde ghiaccio; è ciò che rimane del piccolo Ghiacciaio di Chièra situato poco sopra in direzione Sud. Si risale il ripido pendio roccioso e si giunge al valico della Valle dei Cani (2'537 m). La vista panoramica è stupenda e ci si domanda come sia possibile ora scendere fino al Lago Tremorgio. Infatti, ci sono circa 700 metri di dislivello da fare in discesa, tutti senza sentiero in un ambiente selvaggio. Dalla Valle dei Cani si scende fin quasi a toccare il Laghetto di Leiarozza (2'367 m). Da qui parte il sentiero che conduce alla Capanna Leít e al passo Campolungo. Si deve scendere nel ripido prato, che sembra cadere nel vuoto, sempre restando sulla destra della quota 2'513 metri. Si scende fino a toccare sulla destra una specie di torrente in secca, uno scivolo di rocce e pietre che nella CN 1:25.000 è segnato vicino alla quota 1'901 metri, dove si vede un piccolo rigagnolo che cade nel Lago Tremorgio. Sembra impossibile scendere da qui, ma invece è molto facile anche se richiede prudenza. Non lasciatevi impressionare dalla discesa: è più semplice del previsto, bisogna solo trovare il passaggio giusto per entrare in questo canalone in secca. La discesa dopo pochi metri diventa più tranquilla anche se sempre ripida. Si arriva infine a toccare le acque del Lago Tremorgio e si continua fino alla Capanna Tremorgio (1'848 m). Ora ci sono diverse possibilità per finire il trekking. Se siete molto stanchi potete tranquillamente scendere a Rodi con la funivia. Se volete potete salire alla Capanna Leít e scendere a Dalpe passando per il Passo Venett (2138 m) in circa 3 ore e mezza. Oppure fare tutta l'attraversata fino a Giof (1386 m). Si tratta di un'attraversata molto tranquilla, panoramica e immersa nei boschi, dove in circa 6 chilometri si scende un dislivello di 462 metri. Dunque una camminata assolutamente piacevole e tranquilla. Dalla Capanna Tremorgio si prende il sentiero verso Nord-Ovest che sale a Brusada (1993 m). Da qui si prosegue su sentiero interamente segnato in direzione Pian Mott (1815 m). Si continua, stando attenti a non sbagliare strada, fino a Cassin (1593 m) e da qui fino a Giof in assoluta pace. Tutto il sentiero è piacevole e offre ampi spazi panoramici nonostante ci si trovi continuamente nei boschi. Il trekking termina a Giof.