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La via storica nella gola del Piottino

La via storica nella gola del Monte Piottino

Di Luca Bettosini

Si ringrazia la rivista Vivere la Montagna da cui é stato tratto questo articolo per la preziosa collaborazione.


Itinerario ad anello (Circa 1 ora e ½)

L’escurione inizia con la visita al Dazio Grande dove è situato il parcheggio. Da qui si percorre per poche decine di metri una stradina asfaltata seguendo i pannelli escursionistici in direzione del Monte Piottino. Si entra nel bosco e si inizia una breve salita lungo la mulattiera che passa a lato di alcuni edifici, ormai in abbandono, costruiti all’inizio dell 1800 quando venne attivato lo sfruttamento di cave di quarzo della zona, protrattosi fino a dopo la metà di questo secolo. Dopo circa 15 minuti di salita si giunge ad una biforcazione: sulla sinistra continua il percorso segnalato, di fronte vi è un’ampia mulattiera, non segnalata, che si imbocca per compiere una breve variante. La mulattiera discende verso un prato; lo si attraversa per immettersi in una strada di campagna che conduce alla strada cantonale per Prato. Percorsi pochi metri di strada cantonale, sulla sinistra si trova un ponticello in sasso nei cui pressi spicca una fornace per calce. Alle spalle della fornace inizia una mulattiera che era parte della più antica strada che conduceva verso il San Gottardo. La si percorre per giungere alla Chiesa di San Giorgio di Prato Leventina. La chiesa sorge su un promontorio ai margini del villaggio e spicca per il suo campanile romanico. Terminata la visita si torna sui propri passi ripercorrendo a ritroso la variante per riprendere il sentiero del Monte Piottino. In breve si giunge ai ruderi del Dazio Vecchio. Da qui si riprende la mulattiera, in gran parte selciata, che percorre il promontorio del Monte Piottino, segnalata come “strada romana”. La mulattiera sbocca su una strada asfaltata che si percorre in direzione del Dazio Grande. Si attraversa il fiume Ticino sull’ottocentesco ponte in sasso noto come “Ponte di mezzo”. Passato il ponte e fatte poche decine di metri sulla strada cantonale si entra nella suggestiva Gola del Piottino che si attraversa seguendo il tracciato della vecchia strada cantonale, costruita a partire dal 1819 sopra la precedente “strada urana”. Usciti dalla gola ci si immette nuovamente nella strada cantonale per tornare al Dazio Grande. L’itinerario dura circa un’ora ed è adatto a tutti, famiglie comprese.

 

 

La gola del Monte Piottino è, insieme alla Schöllenen e la via Mala, una delle gole-valico più impressionanti della Svizzera.

Il grande edificio doganale che sorge all’imbocco della Gola, denominato Dazio Grande, ebbe un ruolo importantissimo quale dazio (fino al 1837) e famosa locanda per i viandanti.

La posizione del Dazio Vecchio sul monte, rivolto verso sud-ovest sull’abitato di Prato e Mascengo, offriva un’ampia visuale sulla valle verso Airolo, in modo da avere il controllo sul traffico in arrivo.

La Valle Leventina

Si vuole che il nome della valle sia derivato da quello dei Leponti (Lepontina), un popolo che vi abitò prima dell’epoca romana. La colonizzazione romana è documentata ancora dalle ultime scoperte nella piccola necropoli di Madrano. Le vicende della valle sono strettamente legate a quelle del grande valico alpino del San Gottardo. La Leventina è una vallata a ridosso del massiccio del San Gottardo che si sviluppa per una lunghezza di quasi cinquanta chilometri, disegnando un grande arco dal passo della Novena a Biasca. La valle può essere suddivisa in quattro distinti settori, delimitati dai gradini dello Stalvedro, del Piottino e della Biaschina, tre barriere naturali che ogni epoca s’industriò a superare con i mezzi che le erano propri. Faido, all’imbocco della selvaggia gola del Monte Piottino, terrore dei viaggiatori dei secoli passati, deve il suo primitivo sviluppo - come Giornico e Airolo d’altronde - alla sua posizione ai piedi di un ostacolo naturale che imponeva una sosta al transito delle persone e delle merci. In certi punti, qui, la valle è larga appena poche decine di metri. L’uomo ha saputo sfruttare a suo vantaggio la forza che le acque del fiume sprigionano nel superare questi gradini: a Bodio è così sorta la centrale della Biaschina ed a Lavorgo quella del Piottino. A Polmengo, immediatamente prima della gola, già si lavora ad un nuovo gigantesco progetto di attraversamento della catena alpina.

 

Mezzo chilometro a valle di Rodi, dove le pareti rocciose del Bosco d’Öss e del Monte Piottino sembrano toccarsi e sbarrare la valle, comincia la maestosa sfilata delle rocce nella gola del Dazio Grande. Lo stretto del Monte Piottino, con i suoi muri di roccia sulle due sponde dove raggiungono altezze di cento metri e più, separa l’Alta Leventina dalla Media. La gola del Monte Piottino è, insieme alla Schöllenen e la via Mala, una delle gole-valico più impressionanti della Svizzera. Per secoli questa chiusa aveva intralciato il traffico che, agli inizi dell’epoca delle mulattiere, transitava sulla sponda destra. Il primo sentiero che attraversava la gola deve essere del 1560 circa. Il grande edificio doganale che sorge all’imbocco della Gola, denominato Dazio Grande, ebbe un ruolo importantissimo quale dazio (fino al 1837) e famosa locanda per i viandanti. Il Dazio Grande è il punto di partenza ottimale per escursioni alla scoperta delle meraviglie naturalistiche che lo circondano e permette in pochi minuti di trovarsi immersi nella natura. Un piacevole sentiero costruito nel tardo-medioevo sale sul versante destro della valle, oltrepassa in alto l’orrido e ridiscende presso il Ponte di Mezzo (1820). Da qui si continua il percorso lungo la Strada Urana (1560) che termina nel luogo di partenza. Si raccomanda di munirsi al Dazio Grande della descrizione dettagliata dei punti più interessanti del circùito, prima di partire.

Il Dazio Grande (940 m)

Il Dazio Grande é una costruzione massiccia e antica, risalente alla metà del ‘500, che sorge ai primi contraffronti del San Gottardo alle porte del Piottino Il Dazio era la dogana urana per le merci ed al tempo stesso luogo di sosta, cambio e riposo dei cavalli, locanda per le genti, albergo per la notte. È stato attivo dal Cinquecento fino alla nascita del nuovo Canton Ticino, ai primi dell’Ottocento. Nel 1989 la Fondazione Dazio Grande ha dato il via ai lavori di restauro del monumento storico nazionale, mentre la Pro Media Leventina si e prodigata per il ripristino della via storica nella gola del Piottino. Già in passato luogo di passaggio dei viandanti provenienti da Nord e Sud Europa, il Dazio Grande vuole oggi proporsi come luogo d’incontro, di cultura e di scambio. In quest’ottica vi sono all’interno della struttura spazi dotati dei più moderni strumenti (proiettori, televisori, internet ...) pensati per ospitare riunioni, conferenze, letture, proiezioni e seminari. L’edificio del Dazio Grande offre una testimonianza artistica del passato. Vi si trovano infatti diversi affreschi del XVI e XVII secolo, un forno a legna seicentesco ed una pigna a legna del 1793. Con il restauro dell’edificio si sono creati ampi spazi al pian terreno e nel grande sottotetto per esposizioni, mostre fisse o temporanee, rappresentazioni e concerti. Il Dazio Grande oggi dispone di una confortevole ed ospitale locanda dove si possono gustare dalla semplice e genuina cucina familiare alle specialità leventinesi. Le ampie sale interne ed il giardino permettono di organizzare feste e banchetti come pure di ospitare gruppi numerosi. Vi é inoltre la possibilità di pernottare all’interno delle antiche mura del Dazio, nelle 5 camere doppie con bagno. Il Dazio Grande é il punto di partenza ottimale per escursioni alla scoperta delle meraviglie naturalistiche che lo circondano e permette in pochi minuti di trovarsi immersi nella natura ricca di fauna e flora alpina. Molto suggestivo e il percorso Dazio Grande - Dazio Vecchio - Gola del Piottino che si snoda attraverso un comodo sentiero.

Per informazioni: Dazio Grande, 6772 Rodi-Fiesso, telefono 091 874 60 60/66, fax 091 874 6061.