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La selvaggia e meravigliosa Val Cadlimo

Testo di Luca De Franco, Luca Bettosini e Ely Riva
Foto di Luca Bettosini

Si ringrazia la rivista Vivere la Montagna da cui è stato tratto questo articolo per la preziosa collaborazione.

 

 

SCHEDA TECNICA

Accesso: lungo l'autostrada per il Gottardo, uscita Ambrì­-Piotta
Partenza: Stazione della funivia di Piora o Diga di Ritom
Arrivo: Stazione della funivia di Piora o Diga di Ritom
Tempo di percorrenza: 6.00-6.30 ore (soste escluse).
Dislivello: circa 700 metri in salita.
Difficoltà: E, un tratto EE
Periodo consigliato: luglio-ottobre
Cartografia di riferimento:
scala 1:25.000
fogli n. 1252 Ambrì- Piotta, n. 1232 Oberalpass.
scala 1:50.000
fogli n. 5001 Gottardo, n. 256 Disentis-Müster, n. 266 Leventina

Un susseguirsi di laghetti e corsi d'acqua caratterizzano tutta la regione di Cadlimo.

Candida la Val Cadlimo, bianca come un soffice piumino. Vista dalla vetta dello Scopi appare come un paesaggio nordico, modellato e appena abbandonato dal ghiacciaio. La neve ammorbidisce tutto e cancella ogni asperità. Non sembra vero, ma appena arriva la primavera l'incanto si spezza. Mentre il vento gioca a mulinello coi resti di neve polverosa, il bianco si ritira come una coperta sempre più corta, il gelo si dissolve, riappaiono le rocce e i laghetti che si riprendono i colori del cielo. La valle si risveglia.

Itinerario

L'itinerario proposto é un percorso ad anello che può essere interrotto in qualunque momento, ritornando lungo la strada percorsa. Il sentiero non presenta forti dislivelli, nè difficoltà alpinistiche, però richiede un allenamento adeguato, poichè in alcuni tratti occorre un passo fermo e deciso; la salita verso la Bassa del Lago Scuro e la discesa verso Cadagno sono piuttosto ripide e su terreno da non sottovalutare; ad inizio stagione accertatevi dello stato della neve. L'itinerario è molto panoramico e si svolge in un ambiente incontaminato e in alcuni tratti selvaggio, toccando numerosi laghi alpini di diversa origine e forma. Dall'autostrada per il Gottardo, prendere l'uscita Ambrì-Piotta e seguire la direzione Piotta. Qui si può salire verso l'inizio del nostro itinerario utilizzando la funicolare Piotta-Ritom che in 12 minuti sale fino al lago omonimo, superando pendenze del 88%, oppure si può proseguire in macchina fino al posteggio nei pressi della diga. Attenzione alla strada stretta ed al posteggio che è piuttosto piccolo (informarsi anche sugli orari di transito da Altanca fino alla diga del Ritom!). Dal Lago Ritom (1'852 m) si costeggia la sponda sinistra dell'invaso artificiale lungo una strada sterrata fino all'inizio di una breve salita, posta sulla sinistra, che porta all'alpe di Cadagno di Fuori (1'917 m) (45 minuti circa). In questo tratto abbiamo modo di osservare il Ritom, un lago artificiale usato per la produzione di energia elettrica; la sua è stata la prima diga costruita in Svizzera. Il lago ha forma di sigaro ed occupa una superficie di circa 137 ettari ed è il più grande lago alpino ticinese. Lo sfruttamento del lago iniziò nel 1907 e da allora ha visto varie modificazioni e ammodernamenti. Sul suo fondo giacciono l'Alpe San Carlo e l'Hotel Piora, costruito nel 1877. Le sue acque hanno una qualità eccellente ed è molto conosciuto e frequentato dai pescatori. Il lago sorge in una conca di origine glaciale il cui fondo è costituito da rocce carbonatiche date da dolomie, gessi e calcescisti. La sua origine è legata sia all'azione di escavazione dei ghiacciai sia a quella erosiva e solvente delle acque che hanno sciolto le rocce carbonatiche del fondo. Il lago si è formato grazie ad un cordone di rocce granitiche, poste sopra le rocce carbonatiche, che ne ha bloccato il deflusso verso valle. Le rocce carbonatiche sono costituite prevalentemente da dolomia saccaroide, cioè simile allo zucchero, che è ben visibile lungo le rocce che formano la sponda destra e che forma la sabbia bianca e finissima delle spiagge presenti lungo le sponde. Giunti all'Alpe di Cadagno di Fuori incontriamo il Lago di Tom che ha la forma di un cuore ed occupa una superficie di circa 9 ettari. Il lago si sviluppa in una conca glaciale, formata da rocce carbonatiche per l'azione di escavazione dell'antico ghiacciaio che occupava la valle. Dalla verde conca della piana di Tom esistono due possibilità: si può accorciare l'itinerario seguendo il sentiero che attraversa la conca verso destra e raggiunge Cadagno di Dentro con l'omonimo lago; oppure si può continuare il percorso principale risalendo il pendio posto di fronte all'alpe che sale fino ai laghi di Taneda inferiore (2'248 m) e superiore (2'305 m). I due laghi hanno forma ovale e sono impostati in rocce metamorfiche tipo gneiss. Queste rocce si distinguono dalle rocce carbonatiche in quanto hanno un aspetto più massiccio, formano superfici arrotondate dal peso del ghiacciaio che vi è passato sopra e hanno un colore da bruno-rossastro a grigio-verde. L'origine dei laghetti di Taneda è glaciale in quanto il ghiacciaio, durante il suo ritiro, ha formato due morene, cioè dei cordoni formati da rocce e terra, che hanno bloccato lo sbocco della conca verso valle.
Da qui per una ripida salita, su terreno un pò sdrucciolevole, si arriva alla Bassa (2'460 m) e rapidamente si raggiunge il Lago Scuro (2'451 m, circa 1,30 ore da Cadagno di Fuori). Il lago Scuro è uno dei laghi alpini più alti del Ticino, ha una forma quasi circolare ed occupa una superficie di circa 7 ettari ed è una delle sorgenti del fiume Reno. La sua origine è legata all'azione di erosione esercitata dai ghiacciai che hanno profondamente inciso la valle. In questo caso i ghiacciai hanno scavato e lavorato pazientemente i duri e resistenti gneiss che formano l'ampia conca.

Lasciato sulla sinistra il bivio per la Capanna Cadlimo si segue una comoda e larga mulattiera che segue la valle fino al Lago d'Isra (2'322 m), circa 40 minuti dal lago Scuro. Il suo nome significa il lago dell'isola e deve la sua origine ad una potente morena che lo sbarra verso valle. Dal lago d'Isra, lungo un sentiero poco marcato, si può raggiungere il Lago dello Stabbio (2'351 m), di forma allungata e impostato in una conca glaciale bloccata verso valle da un grosso sperone roccioso. Dal lago d'Isra il sentiero corre pianeggiante lungo il corso del Reno di Medel, fino ad arrivare ad un ponte che lo attraversa (circa 20 minuti). Passato il ponte, il sentiero inizia a salire lungo un ampio pianoro detritico formato da grandi lastre di gneiss. Si raggiunge una piccola sella dove si trovano i laghetti della Miniera, così chiamati perchè nelle loro vicinanze sono stati fatti vari tentativi di estrazione del piombo argentifero. Nel pianoro si possono ancora vedere i resti di alcune vecchie strutture che ospitavano i lavoranti. I laghi della Miniera culminano a 2525 metri (circa 1 ora) con un lago di forma ovale e con una superficie di circa 5000 metri quadri. La sua origine è dovuta ai terreni morenici che hanno sbarrato il flusso delle acque verso valle. Data la quota è frequente trovare alcuni nevai anche in stagione avanzata. Da qui il sentiero scende ripido, lungo prati e fasce rocciose (terreno scivoloso!) e, con una lunga diagonale, arriva al Lago di Dentro (2298 m), 25 minuti. Questo lago si trova in una grande conca rocciosa ai piedi del Pizzo Corandoni. L'atmosfera che regna è di grande fascino ed è creata dal silenzioso ed imponente anfiteatro roccioso in cui il lago sembra sprofondare. L'origine del lago è sempre legata ai ghiacciai che hanno scavato la conca, impostata in scisti e gneiss. Il lago è alimentato da una sorgente interna, invisibile, da cui l'acqua sgorga lentamente. Seguendo i bolli bianchi e rossi si scende per una ripida costa e con una lunga diagonale si raggiunge la Capanna di Cadagno (1987 m), 45 minuti. La capanna è stata recentemente ristrutturata ed offre una comoda ospitalità; è possibile pernottare. Ora il sentiero diventa una strada sterrata verso valle ed in breve, 15 minuti, costeggiando il Lago di Cadagno, si raggiunge l'alpe di Cadagno di Fuori (1917 m). Il lago di Cadagno è separato dal lago di Ritom dallo sperone roccioso di San Carlo e deve la sua origine ad uno sbarramento di origine morenica. Nel 1944 il lago è stato innalzato con uno sbarramento artificiale in terra. Il lago presenta un interessante e rarissimo fenomeno: la meromissi. Le acque del lago sono separate in due livelli distinti che non si mescolano mai: lo strato inferiore è formato da acque ad elevato contenuto di zolfo, prive di ossigeno in cui vivono solo pochi microrganismi. Le acque superficiali sono ricche di ossigeno e ideali per la vita dei pesci. Nell'interfaccia tra i due strati si sviluppa una comunità di zolfobatteri, che in alcuni periodi dell'anno, si colorano di rosso. Dall'alpe di Cadagno di Fuori si segue la strada sterrata che corre lungo il lago di Ritom e, in 30 minuti, si giunge al punto di partenza.


Fonti:
"Capanne e rifugi del Ticino e Mesolcina", di Massimo Gabuzzi, Salvioni Edizioni
"Gli occhi delle montagne", di Ely Riva, Salvioni Edizioni
www.cadlimo.ch
www.capanneti.ch

 

Capanna Cadlimo

Altezza: 2'570 metri
Ubicazione: Val Canaria
Coordinate: 696.330/158.590
Cartina: 1:25.000 foglio numero 1232 Oberlppass
Proprietario: SAC UTO, Zurigo
Telefono: +41 (0) 91 869 18 33
Guardiano: Erich Rüegsegger, 6781 Madrano, tel. 091 880 50 31
Apertura: 28 giugno, chiusura tra il 28 settembre e il 5 ottobre
Prenotazioni: direttamente in capanna oppure tramite il guardiano
Sito Internet: www.cadlimo.ch

La capanna è stata costruita nel 1916 e rimodernata nel 1969. Nel 2002 è stata affiancata da un nuovo stabile. La costruzione è in muratura con tetto d'ardesia. Gli interni sono rivestiti di legno e disposti su due piani. Ci sono due refettori per un totale di 80 posti e 80 posti letto suddivisi in 9 stanze con doppi servici igienici all'interno. Il riscaldamento è a legna e l'illuminazione è a pannelli solari e una piccola turbina. All'esterno si trova un bel piazzale con tavoli e panche.
La capanna si trova sullo spartiacque continentale tra il Mediterraneo e il Mare del Nord. L'accesso tramite la Val Cadlimo è tra i più belli. Questa valle si estende dalla capanna ad est fino al Lucomagno. La capanna puù essere raggiunta da quattro direzioni, su sentieri ben marcati e attraverso belle vallate: la zona è ricca di flora e fauna rare e interessanti. L'escursione dal Lago Ritom alla Capanna Cadlimo e fino al Lucomagno è anche nota come "Gita dei 7 Laghi".