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Airolo

Airolo é situato lungo la via del San Gottardo, sul versante sud, nel Canton Ticino, ad un'altitudine di 1176 m/sm.

Dopo l'anno 1000 la storia di Airolo si lega con quella del passo del San Gottardo ed, indirettamente, con il nord e il sud Europa, traendone grossi vantaggi economici. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e anche Airolo  ha sofferto a causa della sua posizione, basti pensare al passaggio degli eserciti stranieri e all'incendio del paese del 1331 voluto dagli urani per punire presunte ruberie degli airolesi ai danni dei loro convogli.
Verso la metà del 400  Airolo era un villaggio popoloso, che contava circa 600 - 650 anime e che aveva a disposizione discrete risorse economiche.Verso la fine del 700 viaggiatori, prevalentemente aristocratici e borghesi, generalmente ricchi, provenienti da tutta l'Europa, scoprono le Alpi e il San Gottardo e li immortalano in preziosi diari di viaggio arricchiti da  belle immagini.

Chi ama la storia dello sci e dello sport in generale trova, ad Airolo, pane per i suoi denti: i primi sci della Svizzera Italiana (1879), i due primi trampolini per il salto con gli sci (1926 e 1934: i ruderi sono ancora visibili), la slittovia (1938) ed i primi impianti di risalita di Lüina e Pesciüm, senza dimenticare sciatori e sciatrici di grande valore nazionale ed internazionale. Oggi, in inverno si possono praticare lo sci alpino, snowboard, lo sci di fondo, lo sci d'escursionismo ed escursioni sulla neve con l'ausilio delle racchette. Gli impianti di risalita disponibili sono Airolo-Pescium-Sasso della Boggia, Lüina e Cioss Prato. Lo sci può essere considerato uno degli sport maggiormente praticato dai giovani airolesi.

Airolo rappresenta il punto ideale di partenza per bellissime gite durante la stagione estiva con percorsi quali ad esempio strada alta, strada degli alpi o le ascensioni verso le capanne Cristallina, Corno Gries, Piansecco, Cadlimo e Cadagno.

Per chi fosse invece interessato la storia dell'acqua e dello sfruttamento idrico gli stimoli  non mancano di certo, basti pensare ai numerosi mulini e opifici che funzionavano su tutto il territorio, al canale di adduzione di Favre che da Fontana faceva confluire l'acqua fino all'ingresso della galleria ferroviaria (le vestigia sono ancora visibili), oppure la centralina idroelettrica (fra le prime nel Ticino), la Centrale Calcaccia, un gioiello dalla lunga storia, e le imponenti dighe del Lucendro e della Sella.