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Il passo San Giacomo

Di Piergiorgio Fornera

 

Articolo tratto dalla rivista "Vivere la montagna". Rigraziamo tutta la redazione per la grande e preziosa collaborazione.

 

 

Il Passo San Giacomo dal punto di vista dello (sci) escursionismo

La mia personalissima interpretazione della montagna mi porta ad affermare che questa regione è una delle più belle per la pratica dello sci alpinismo. La "via normale" parte da All'Acqua e dopo aver attraversato il ponte sul Ticino sale seguendo quello che potrebbe essere il sentiero estivo fino all'Alpe di Val d'Olgia; quindi, seguendo praticamente la linea dell'alta tensione, si giunge alla quota 2'200 m circa, in zona All'Uomo.
Qui si apre un magnifico scenario; ad ovest si intravedono le Alpi bernesi, mentre a sud si scorgono le costruzioni militari e la chiesetta, un po' più avanti il Passo San Giacomo vero e proprio segnalato da una croce di legno. Ora la via è semplice, difatti basta seguire la linea d'alta tensione, passando tra la chiesetta ed il distaccamento delle guardie di confine e, proseguendo verso sud, si raggiunge il colle.

Da questo punto vediamo davanti ai noi l'ex caserma della Guardia di finanza, in totale abbandono ed il Bacino del Toggia o Fischsee. Non dimentichiamo che la Formazza è una valle Walser e di conseguenza tutti i villaggi e tutte le montagne hanno una doppia denominazione, l'originale in tedesco e la relativa traduzione italiana imposta dal fascismo. A mio modo di vedere i nomi italiani risultano essere un tantino cacofonici.

Ai migliori osservatori non sarà sfuggito il particolare dell'architettura dei piloni dell'alta tensione, di fatti a cavallo del colle la struttura cambia indicando chiaramente il decorso del confine italo-svizzero.

A questo punto si aprono diverse possibilità all'escursionista.

In direzione Ovest il percorso sale ai 2'837 m dell'Helgenhorn (Punta di Elgio); l'itinerario segue, in pratica, il percorso del confine nazionale, ma siamo sul lato italiano. Non è necessario salire fino allo spartiacque, ma si può rimanere qualche centinaio di metri al disotto dello stesso, per poi salire l'ampio canalone sotto la cima dell'Helgenhorn.

Partendo in direzione Est, passando dalla Bocchetta di Val Maggia, si possono raggiungere i 2'952 m del Marchhorn. Per la discesa si può seguire la traccia di salita, tuttavia consiglio la variante che passa dal Ghiacciaio del Cavagnoli, per poi risalire fino alla Bocchetta di Formazzora a quota 2'687 m, utilizzando quale punto di riferimento l'immancabile linea ad alta tensione che transita proprio al culmine di questa bocchetta. Prestare attenzione alla discesa, infatti, il pendio che vi si para davanti è assai erto, cosparso da massi e sovente con neve molto dura in considerazione del fatto che è orientato a bacìo, la somma di questi elementi fa sì che la discesa risulta essere tecnicamente non delle più facili.

Quale direzione generale per la discesa orientarsi verso l'incrocio delle due linee ad alta tensione poco a monte dell'Alpe Val d'Olgia, quindi seguire la traccia di salita fino ad All'Acqua.

Coloro che vogliono il non plus ultra della regione, devono raggiungere quel Basodino, che con i suoi 3'274 m è la seconda cima del Cantone Ticino.

Sempre dal Passo San Giacomo puntare decisamente a Sud, passando dalla Rupe del Gesso (2'434 m), scendere in direzione dei laghi Boden e risalire la Kastellücke (2'714 m). Posto ideale questo per una breve pausa ristoratrice. Approfittatene non solo per riempire lo stomaco, ma anche gli occhi. Lo scenario che vi si offre è magnifico, basti pensare alle Cime dell'Alta Valle Maggia, al Campo Tencia (3'071 m) ed al tetto del Ticino, la magnifica Adula con i suoi 3'402 m. Dopo la pausa girare a destra rispetto al senso di marcia. La traversata potrebbe, a dipendenza delle condizioni meteorologiche e/o nivologiche, risultare impegnativa, ma fortunatamente non è lunga; in pochi minuti si raggiunge il ghiacciaio e di conseguenza la salita si fa regolare, ma attenzione ai pericoli oggettivi che il ghiacciaio può celare; il tracciato deve essere scelto tenendone conto. Il deposito sci si trova a circa 100 m dalla vetta, che è relativamente facile da raggiungere, ma ricordarsi che corda, ramponi e piccozza fanno parte dell'equipaggiamento di base per questa gita, oso affermare per tutte le gite di questo livello...

Per altri dettagli concernenti gli itinerari, i tempi di percorrenza, le difficoltà ed i dislivelli vi rimando alla piccola e non esaustiva bibliografia che segue. Devo constatare, per l'ennesima volta, che la lingua tedesca domina su quella italiana, ma tant'è facciamo buon viso a cattiva sorte!

 

Piccola bibliografia

Per l'inverno

  • Scialpinismo in Svizzera, 411 itinerari scelti, edizioni CAS/CAI di Fabrizio Scanavino e Fritz Gansser
    riedizione riveduta e corretta di un classico che mancava negli scaffali da tanto (troppo) tempo, ottime proposte
  • Skigipflel der Schweiz, Edition Goldstein Zürich
    piccola guida in tedesco sulle cime raggiungibili con gli sci
  • Skitouren Schweiz, Band III Zentralschweiz - Tessin, Steinerverlag, di Daniel Anker e Pius Fähndrich
    ottima guida in tedesco che propone itinerari classici ed itinerari meno conosciuti.
  • Alpine Skitouren Zentralschweiz - Tessin, edizioni CAS
    la classica guida del CAS, completa e precisa, non sono necessari ulteriori commenti